Francia 2018
Day 15 Rouen-Giverny 68 km, ovvero “come far di tutto per non finire su statali e autostrade e impigliati nei meandri della Senna”
Giornata di nuovo calda, quella di oggi… dopo una dozzina di giorni di pedalata al freschetto, più ci si avvicina a Parigi e più le temperature aumentano…e la fatica inizia a farsi sentire.
In partenza da Rouen, mentre svolgiamo il rituale mattutino di caricamento delle bici fuori dall’hotel, ci sentiamo prima osservati, e poi veniamo “abbordati” da due coppie di Crema, che, incuriositi, iniziano a chiedere notizie del nostro viaggio…dai 20 minuti di chiacchierata, apprendiamo che sono ciclisti pure loro, e ci scambiamo notizie sui rispettivi viaggi passati e futuri… ci domandano pure di farci una foto: incredibile! diventeremo forse famosi?


L’uscita da Rouen si presenta semplice dal punto di vista ciclistico, ma avviene lungo una zona industriale: il paesaggio è triste, molto triste rispetto a quello a cui ci siamo abituati nei giorni scorsi, e anche i comuni nell’immediato periferia sono molto anonimi…ormai abbiamo imparato che così è, bisogna prendere tutto ciò che si attraversa come viene, perché andare in bici come facciamo noi, non solo per la gita di un giorno nel luogo interessante dal punto di vista paesaggistico, vuol dire vedere cose meravigliose e altre un po’ meno, con l’ambiente che cambia km dopo km man mano che si prosegue. In effetti, dopo un paio d’ore, le cose migliorano. villaggi più bucolici, Senna più gradevole… ma si presentano due problemi:
- evitare di finire “ammaliati” dalla Senna, ovvero di seguire tutte le sue anse, tutti i suoi meandri: un po’ perché 20 km di distanza in linea retta diventano almeno 40 lungo le sue sponde, un po’ perché non sempre i suoi argini nascondono meraviglie e bellezze, anzi!
- evitare l’autostrada, che qui passa vicinissima e ha ingressi OVUNQUE… e anche le grosse statali


Bisogna anche aggiungere che la ciclabile lungo il fiume da Parigi a Le Havre è ancora in costruzione, ci sono dei tratti segnati e altri no, non vi è una cartina unitaria… insomma, per ora è difficile da seguire.
Per tutte queste ragioni, iniziamo a praticare il “Salto della Senna”, attraversando ponti su ponti e passando da una riva all’altra, sempre alla ricerca di stradine secondarie, in bilico tra lo smarrimento e i km inutili. Ed è così che finiamo a pedalare prima in un bosco fitto di una riserva naturale, poi in mezzo ai campi, dove ad un certo punto la strada asfaltata finisce e ci tocca spingere le bici a mano…infine, riusciamo ad evitare l’autostrada ma non un tratto di statale, che per fortuna però è poco frequentata, forse perché l’autoroute è dietro l’angolo…



La Senna ci accompagna lungo tutto il percorso, a volte scomparendo per lunghi tratti per ricomparire all’improvviso, alla fine di ripide discese: perché il percorso è quasi sempre ondulato, con valli che ci costringono anche a strappi in salita dell’8-9%, non proprio una goduria per le nostre gambe, ma riusciamo a toglierci dall’impiccio senza particolari problemi…e ogni tanto si presentano ai nostri occhi, così, un castello, un villaggio medievale…e tutt’attorno campi coltivati a frutta e verdura… infine, Giverny…e Parigi è, ahimè, sempre più vicina…



