Francia 2018
Day 12 Bayeux – Merville Franceville Plage circa 60 km “Quando l’inaspettato accade, che fai?”
La tappa di oggi l’avevo pensata facile: volevo godermi bene la visita di Bayeux e, soprattutto, delle spiagge dello sbarco in Normandia….
In partenza, facciamo ancora un giretto nel centro storico di Bayeux, poi partiamo nel verde alla volta di Arromanches Les Bains.



Quando arriviamo, mi colpisce un pensiero: se fossi un extraterrestre e arrivassi sulla Terra senza sapere nulla del passato, mi sembrerebbe di essere in una delle tante belle spiagge di questa fetta di mondo, con tanta gente (pazzesco il numero di italiani da queste parti), tante auto, tanti ristoranti, tante attrazioni turistiche…anzi, forse nn mi sembrerebbe nemmeno tra le spiagge più belle, visto che fanno brutta mostra di sé, proprio davanti al paese, delle carcasse di ferro in mezzo al mare…
Invece noi abbiamo l’onore (e l’onere) di “coltivare”, come esseri umani, una cosa che si chiama memoria storica.




La memoria storica mi dice che è a ciò che è accaduto in questi luoghi più di 70 anni fa, devo ciò che sono come essere umano libero; che chi c’era su queste spiagge il 6 giugno 1944 ha vissuto dolori, sofferenze, drammi del tutto personali, ma che hanno avuto un impatto considerevole sulle generazioni future.
E quindi ben venga tutto il “baraccone” attorno allo sbarco: mostre, musei, manifestazioni hanno il merito di richiamare gente, di far ancora parlare della seconda guerra mondiale; finché se ne parla, la memoria storica sopravvive.



Volevo vederle, queste spiagge che vengono ricordate con il nome in codice che diedero loro gli alleati: Gold Beach, Juno Beach, Sword Beach…
E proprio davanti a Juno Beach, arriva l’inaspettato che ti fa lo sgambetto e ti capovolge questa giornata…
Dovevamo fare ancora un 25 chilometri, mio marito era davanti a me, e improvvisamente BANG! vedo i suoi bagagli volare in aria e ricadere a terra, trascinati dalla bici!
Increduli, smontiamo tutto e scopriamo che la pattina a forma di elle che teneva ancorato il portapacchi al telaio della bici si è spezzata di netto in due parti…NOOOOOOOOOOO! Che facciamo???!!! Proviamo a capire se il pezzo è riutilizzabile, ma purtroppo non lo è. Allora cerchiamo su internet una ferramenta, scopriamo che la più vicina è a un km e mezzo, e mi precipito con la mia bici, per scoprire….. che è chiusa!! Aaazz… che mi invento ora? Mi viene l’idea di chiedere dove poter trovare un aiuto dentro all’officina di un meccanico lungo la strada, e qui incontro le prime persone gentili della giornata: possono aiutarmi, mi saldano il pezzo (gratis), così ritorno da mio marito, rimontiamo il tutto e ripartiamo. Ma il saldatore ci ha ammonito sul fatto che il pezzo saldato non è certo come nuovo, che potrebbe saltare di nuovo, allora, su suo suggerimento, ci rechiamo nel paese vicino dove troviamo un’officina per moto il cui proprietario, di origini italiane, ci fabbrica su misura (sempre gratis) un pezzo aggiuntivo in acciaio di scorta per ogni evenienza: è la seconda volta che qualcuno ci tratta gentilmente oggi!
Quanto ci ha fatto perdere l’inconveniente? Circa due ore (peraltro sotto la pioggia battente, visto che nel pomeriggio ha iniziato a diluviare), ma siamo riusciti a rimetterci in marcia e questo è l’importante!!! Stanchi, fradici e affamati, arriviamo finalmente alla casa vacanze all’alba delle 19.30…per scoprire che è molto accogliente e questo ci voleva proprio) e in un gran bel posto in riva alla spiaggia ma lontano da tutto (soprattutto da dove si può. cenare). Sotto la pioggia battente riprendiamo le bici per procacciarci il cibo e così incontriamo la terza persona gentile di oggi, un pizzaiolo su un furgoncino assolutamente contro ogni dettame dell’HACCP, ma che ci fa le pizze da asporto subito, nonostante le ordinazioni già arrivate telefonicamente…


Ieri sera cenavamo in un fighissimo ristorante a Bayeux, questa sera con la pizza più improbabile della Terra… c’est la vie!
Morale della giornata: il passato va sempre tenuto a mente, mai farsi prendere dallo scoramento quando succede l’inaspettato…e i gesti gentili fatti lungo la strada ( vedi camera d’aria regalata al ciclista straniero bisognoso l’anno scorso lungo la Francigena) io credo che prima o poi tornino indietro…
PS: siamo tornati su una ciclabile segnata (non bene, a dire la verità), la Eurovelo 4, per il tratto del Tour de la Manche.

