Giappone 2019
Day 7 Omihachiman – Nagahama (45 km)
Il risveglio di questa mattina è stato delizioso: queste case tradizionali giapponesi mi sembravano essenziali, spoglie, fredde fin quasi ad essere asettiche nelle foto viste prima della partenza… in effetti sono molto essenziali nel mobilio e nei suppellettili, non ci sono tanti oggetti dentro… ma viverle mi ha fatto capire che sono calde, accoglienti, luminose quanto basta. Non so se è per il legno quasi ovunque, per il tatami in terra, per le porte scorrevoli decorate che permettono di modulare le dimensioni e il calore delle stanze secondo le necessità, per le decorazioni che ingentiliscono gli spazi ma che sobrie come piacciono a me.



Ho fortemente voluto prenotare questa casa, e sono molto contenta di averlo fatto, anche se il percorso ieri è stato lungo. È stato un po’ come dormire in una rorbu alle Lofoten, in un castello in Scozia, o in un faro nel Maine: sono edifici che parlano di luoghi e di persone lontani nel tempo e nello spazio, e io ADORO tutto questo.
Restiamo in questa casa fino a quando ci è possibile, anche perché fuori piove a tratti e questa abitazione invita molto a restarci dentro… inoltre oggi il chilometraggio è poco, possiamo permetterci di partire un po’ più tardi.

Alla partenza, scopriamo di avere vicino un tempio shintoista (ieri sera era veramente troppo buio per vederlo), poi iniziamo a pedalare lungo la costa… io e il mio fedele compagno di avventura ci rilassiamo, chiacchieriamo, ci fermiamo lungo la strada in un delizioso chalet a fare colazione.

Poi, ripartiamo, e dopo un tratto ancora lungo la costa, andiamo verso l’interno e ci ritroviamo… nelle pianure del vercellese! Ovvero risaie, risaie, risaie. Si capisce di non essere nel vercellese solo perché ci sono le rane.

La città di Hikone, sede del Castello omonimo, ha un centro bello e vivace, meta oggi di una marea di visitatori: è la goden week, oggi sale al trono il nuovo imperatore e mezzo Giappone è a… Hikone!

Di lì ripartiamo alla volta di Nagahama, dove questa sera arriviamo tranquilli (senza pedalate notturne insomma). Questa sera, ci aspettano due nuove Esperienze con la E maiuscola: la prima, è che dormiamo in una camera/deposito bici (visto che alla reception ci han detto che se le volevamo tenere al sicuro dovevamo portarle in camera… vedi foto!).

La seconda esperienza è che, vista la giornata di festa, il mondo a Nagahama cena fuori questa sera, e quindi giriamo e giriamo finché non troviamo una bettola in una stradina secondaria.


Entriamo, ci accomodiamo… e, non solo parlano solo giapponese, ma non hanno nemmeno un menu in inglese, e nessuna foto dei piatti! Con molta buona volontà da entrambi i lati (e grazie agli Smartphone) riusciamo ad ordinare il salmone del lago Biwa. Ci fanno comunque prima assaggiare dei pesciolini chiamati ayu ( buonissimi! E buonissime le foglie di pepe di Sichuan che li accompagnavano), poi ci portano i due tranci di pesce: che delizia!


Il conto è un po’ meno ‘na delizia, ma almeno abbiamo assaggiato cibi nuovi e abbiamo allontanato lo spettro del digiuno… torniamo in hotel, la giornata è finita!
PS: per dovere di cronaca, oggi abbiamo bucato per la quarta volta in sei giorni di bici la mia camera d’aria posteriore. Capiamo finalmente che non è la sfiga a perseguitarci, o non è che noi siamo impediti, ma che ci deve essere un problema nel cerchione della ruota…

Per farla breve: alle 12 avvisiamo il proprietario della società che ci ha affittato le bici del grosso inconveniente che ci costringe a fermarci e a perdere tempo, alle 18 lui arriva al nostro hotel di Nagahama con una bici sostitutiva! L’arrabbiatura si trasforma in rispetto: servizio impeccabile!