Diari di viaggio

Giappone 2019

Day 4 Koyasan – Nara 75 km


Dopo una notte tranquilla (dormire a terra sul tatami non è affatto male come temevamo!) questa mattina la sveglia è suonata presto presto: ci aspettava la cerimonia del mattino nel tempio principale. È la prima volta che mi capita di assistere ad un rito buddista: dopo l’accoglienza dei due monaci, viviamo un’esperienza unica, con il momento di meditazione scandito dal gong, quello dell’offerta dell’incenso per gli antenati da parte dei presenti interessati, e, infine, quella che credo fosse una sorta di predica (ma poteva essere anche altro, visto che parlava giapponese)… cerimonia semplice, essenziale, ma molto suggestiva!


Poi, il momento più difficile di questa giornata: la colazione. Certo: perché mentre ieri sera la cena ci ha incuriosito, deliziato, ma soprattutto… saziato, oggi la colazione, servita questa volta nella sala comune, è una replica ai minimi termini del pasto di ieri! Quindi: non solo le prugne umeboshi, le radici in agrodolce, il formaggio di tofu e il miso di prima mattina (va bene essere aperti a tutto, ma le prugne umeboshi, quelle no!) ma anche in quantità minima. Dove sono gli zuccheri e i carboidrati che ci servono per pedalare? Come faremo ad andare avanti oggi?


Lasciamo comunque il monastero con il cuore e gli occhi pieni di un’esperienza indimenticabile, e, dopo un breve giro ai templi (ma ieri sera, al buio, erano molto più suggestivi) iniziamo la discesa…


Decidiamo di prendere una scorciatoia più diretta, rispetto a quella percorsa durante l’andata, e ci troviamo ben presto a scendere vertiginosamente lungo una stradina asfaltata ma stretta a tal punto che una macchina passa a fatica, con il freddo che ci attanaglia mani e viso, ma dove scopriamo posticini ancora più sperduti di ieri.


Una volta arrivati in fondo, ci aspettano 55 km ancora fino a Nara: i primi 30 li facciamo lungo la strada statale, ovvero lungo un susseguirsi quasi ininterrotto di centri commerciali, di cartelloni pubblicitari e di cittadine un po’ squallide.


Quando il tedio comincia quasi ad avere il sopravvento, e il timore di un ingresso in città terrificante pare inevitabile, mio marito insiste per seguire l’app che aveva scaricato prima di partire, e scova una serie di ciclabili lungo gli argini dei canali, intervallate da brevi tratti di stradine secondarie, che si rivelano la parte più bella della pedalata di oggi. Sono ciclabili molto ben tenute, pulite, con un ottimo fondo: un vero toccasana per la mente, dopo il freddo patito in discesa e la noia del primo tratto in pianura!


Arriviamo a Nara all’imbrunire (a questo punto, non sono poi così convinta che mi piaccia l’idea di mantenere sempre l’ora solare), entro in un supermercato a fare la spesa per la cena (questa sera siamo in un appartamentino)…e aiuto! Lungo le corsie, più di due terzi dei prodotti confezionati non capisco cosa siano, (senza parlare dei cibi già pronti, un vero punto interrogativo); mi dirigo allora nel reparto verdura, ma anche lì scopro vegetali mai visti fino ad ora: l’impresa diventa ardua! Alla fine, ce la faccio: la cena è assicurata!


L’appartamentino in cui arriviamo è in un quartiere popolare: minuscolo, ma pulito e dotato di ogni confort: dopo le fatiche della giornata, ci sembra una reggia… certo, non è la foresteria del monastero di ieri, ma il trucco di questa vita sta anche nel sapersi all’occorrenza accontentare!

PS 1: noi fuori casa abbiamo talvolta il nostro piccolo orticello, i giapponesi… la loro piccola risaia! anche solo 10x10m!
PS 2: in Giappone non ci sono solo templi buddisti, ma anche santuari shintoisti, riconoscibili per i torii, i portali di accesso rossi


PS 3: oggi abbiamo incontrato lungo il nostro cammino 3 gruppi di ragazzi che giocavano a baseball e tre stadi per quelli che si allenano a lanciare palline da golf ( non campi da golf, ma stadi, riconoscibili per reti altissime)…nn so quali siano gli sport nazionali qui, ma tutta questa concentrazione in 50 km vorrà pure dire qualcosa, no?

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