Diari di viaggio

Italia Austria Italia 2019

Day 8 Sankt Veit-Obervellach km 50 in bici (più passaggio obbligato in treno)

Questa mattina partiamo con ritmi blandi…siamo un po’ pofi, la stanchezza e il caldo cominciano la prima a farsi sentire, il secondo a spezzare le gambine nelle ore più calde. Subito: salita!, proprio come quando affrontiamo le uscite partendo da casa; poi, passate tre gallerie piuttosto lunghe, scavate separatamente nella roccia per le ciclabili (non è che si può sempre pretendere di passare per luoghi meravigliosi), pedaliamo ( o meglio, rotoliamo per inerzia…acciderbolina oggi se è dura!) praticamente in pianura lungo una nuova valle, molto aperta e soleggiata.

Si inizia…in salita!
Da notare: cunicolo scavato apposta per la ciclabile, separato dalla galleria per le auto…

L’inerzia di oggi ci dà modo di fare una cosa che io adoro fare nelle mie vacanze con mio marito: chiacchierare dei progetti futuri, delle prossime vacanze, delle nuove prospettive… è rigenerante e ci aiuta sempre ad affrontare le sfide dell’autunno e dell’inverno con una marcia in più!
Nel frattempo, km dopo km, continuiamo a percorrere la valle di due cittadine termali molto conosciute in Austria. Incontriamo la prima, Bad Hofgestein, e vi riconosciamo, ma non molto spinte, le caratteristiche che normalmente si ritrovano nei centri di questo tipo: hotel di lusso, negozi di lusso… ma in realtà è tutto molto sobrio, e attorno a questo centro un po’ sui generis il paesino ha mantenuto le sue caratteristiche… di paesino, dove la gente vive e mette su famiglia.
Bad Gastein, 10 km più avanti, invece mi ha lasciata basita, perché proprio non me la immaginavo così, soprattutto dopo aver incontrato il primo centro… è ESAGERATA in tutti i sensi! Esagerati il numero di hotel, il numero di stelle degli hotel, la grandiosità degli hotel, il lusso che si percepisce…beninteso, non è che io non abbia mai visto hotel di lusso in vita mia (da fuori), o tanti hotel tutti insieme: è il contesto naturale attorno che inviterebbe ad una maggiore sobrietà…alcune strutture sono veri “Grand Hotel”, memori di fasti passati, altri modernissimi, e tutti cercano di affacciarsi a strapiombo sulle cascate, impressionanti, che caratterizzano questa cittadina…L’architettura ardita di queste costruzioni pone l’accento su un altro elemento, che non mi aspettavo, di Bad Gastein: è costruita su uno strapiombo, e questo strapiombo lo dobbiamo affrontare…in bici…con le sacche…alle 13 sotto il sole cocente! Pendenze cattivissime, sicuramente a due cifre, ci castigano duramente: scoprirò poi che il “giù i piedi dai pedali e spingi” era giustificato da punte del 15%… in questo giro ho appurato che fino al 12% con le sacche ci arrivo, oltre…no! C’est la vie en vélo!

Verso Bad Gastein
La salita, caldissima e ripidissima, di Bag Gastein
In volo verso le cascate…


Fatto il “salto”, archiviati i pazzi che si gettano lungo un filo a strapiombo sulle cascate, arriviamo ad Anlauftal e… dobbiamo prendere il treno, per forza! E insieme a noi, anche le auto. Infatti, per passare dal Salisburghese alla Carinzia, o si fa un giro pazzesco, o si attraversa la montagna attraverso un tunnel ferroviario.

Il treno per la Carinzia

Arrivati dall’altra parte, ci aspetta una discesa vertiginosa (non invidiamo proprio chi fa la ciclabile in senso contrario, la salita di Bad Gastein era più tosta ma molto più corta) fino a Obervellach, dove dormiamo in un palazzo storico, sede di una prigione durante la seconda guerra mondiale (lo capiamo dai graffiti di prigionieri francesi e australiani conservati su uno dei muri del nostro alloggio) e ceniamo in compagnia della luna che fa cucù tra le nuvole…

L’hotel a Obervellach

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