Info pratiche

Italia Austria Italia 2019 – Informazioni Pratiche

Nella programmazione di questa vacanza, ho provato a rispondere alla sfida, tutta mia, di riuscire a costruire un tour circolare (anche) in territorio italiano, percorrendo il maggior numero di ciclovie (ovvero ciclabili in sede protetta o strade a basso traffico, comunque con itinerario sempre segnalato da frecce e indicazioni) possibili, con il minor numero di passaggi su strade ad alta frequentazione.

Il percorso

Riporto di seguito l’intera mappa del percorso e l’altimetria del mio giro, suddivisa in due parti: il tunnel ferroviario tra Salisburghese e Carinzia non viene registrato correttamente nelle App dedicate ai percorsi per le bici, pertanto, per ottenere una rappresentazione veritiera, ho dovuto registrare il tracciato prima e dopo il tunnel.

Mappa completa del percorso – da Komoot
Altimetria – prima parte da Trento a Bad Gastein
Altimetria – seconda parte da Mallnitz a Trento

Le tappe da me percorse, riportate e commentate anche nel diario di viaggio, sono state le seguenti:

  • Day 1: Trento – Bolzano km 68
  • Day 2: Bolzano – Vipiteno km 77
  • Day 3: Vipiteno – Innsbruck km 58
  • Day 4: Innsbrück – Kirchbichl km 71
  • Day 5: Kirchbichl – Lofer km 58 
  • Day 6: Lofer – Salisburgo km 50
  • Day 7: Salisburgo – Sankt Veit km 80
  • Day 8: Sankt Veit – Obervellach km 50 in bici (più passaggio obbligato in treno)
  • Day 9: Obervellach – Villach 70 km
  • Day 10: Villach – Moggio Udinese 74 km
  • Day 11: Moggio Udinese – Udine 51 km
  • Day 12: Udine – Pordenone 63 km
  • Day 13: Fontanafredda (e non Pordenone) – Bassano del Grappa 97 km (passando per Vittorio Veneto, Conegliano, Susegana, Nervesa D.B., Volpago del Montello, Montebelluna, Asolo)
  • Day 14: Bassano D.G. – Trento 95 km

Come indicato anche nel diario, avrei voluto chiudere l’anello diversamente: percorrendo interamente l’Alpe Adria Radweg fino a Grado, avrei voluto attraversare la laguna di Grado in battello fino a Lignano Sabbiadoro, riprendere a pedalare lungo la costa fino al fiume Piave, risalire il Piave fino a Colfosco e di lì raggiungere Bassano del Grappa e continuare l’avventura fino a Trento. Purtroppo, la difficoltà nel trovare un battello che trasportasse le bici attraverso la laguna (non ci sono servizi di trasporto via mare gestiti da operatori pubblici, i privati che ho contattato non erano attrezzati per caricare le nostre due ruote) e la necessità di chiudere il giro nei 14 giorni di pedalata a disposizione, mi hanno fatto desistere dall’idea e optare per l’alternativa che poi è diventata il tour che ho descritto.

Le ciclovie

Alcune delle ciclovie percorse sono molto conosciute, altre meno, ma in tutti casi, tranne alcuni brevi tratti, si sono rivelate molto ben tenute, ben segnalate e, senza dubbio, all’altezza delle mie aspettative.

Ecco l’elenco delle ciclovie percorse (con i link ai siti di ciascuna e le indicazioni dei tratti un po’ più complessi):

  • Pista ciclabile Valle dell’Adige: da Trento a Bolzano
  • Pista ciclabile Valle Isarco e dell’Alta Val D’Isarco: da Bolzano al passo del Brennero (da Bressanone a Vipiteno pendenze anche abbastanza importanti da affrontare con le sacche)
  • Radroute Brenner – Innsbruck, Wipptal: dal Passo del Brennero a Innsbruck (primo tratto in comune con la strada principale, lungo una valle piuttosto stretta – fortunatamente la presenza dell’autostrada in parallelo rende il percorso su statale non esageratamente trafficato)
  • Innradweg: da Innbruck a Kirchbichl (alcuni tratti su strada sterrata)
  • 14 Radweg Wilder Kaiser: da Kirchbichl/Worgl a Sankt Johann in Tirol (primo tratto su strada statale, poi tutto su strade minori poco trafficate)
  • 18 Kalksteinradrunde: da Sankt Johann in Tirol a Waidring
  • 27 Strubtalradweg: da Waidring a Lofer (ultimo tratto fino a Lofer su strada sterrata in mezzo ai boschi)
  • Taurneradweg/ Mozartradweg: da Lofer a Salisburgo (il tratto di ciclabile in territorio tedesco è in alcuni tratti su strada sterrata non particolarmente ben tenuta, con tratti in forte pendenza da affrontare spingendo spesso la bici)
  • Ciclovia Alpe Adria Radweg: da Salisburgo a Udine (l’anno scorso abbiamo trovato qualche interruzione nel tratto Tarvisio-Chiusaforte; l’interruzione per un problema ad una galleria appena prima di Moggio Udinese costringe ad una deviazione su sterrato di alcuni chilometri, che, seppure di grande fascino, a volte è risultata impegnativa da percorrere con le sacche; da Gemona a Udine abbiamo perso il percorso segnato della ciclovia)
  • Ciclopista della Valsugana o del Brenta: da Bassano del Grappa a Pergine Valsugana (primo tratto lungo la strada normale, poi ciclabile in sede protetta; deviazioni per lavori ben segnalate)

I pernottamenti

Lungo il percorso è stato abbastanza semplice trovare dove dormire in hotel o in appartamento. Un po’ più difficoltosa, nel mese di agosto, è stata la prenotazione di una camera nel tratto austriaco della Ciclovia Alpe Adria.

L’Austria è risultata piuttosto dispendiosa per quanto riguarda le strutture recettive; abbiamo scoperto che una buona alternativa economica possono essere i “ristoranti con camere”, che, soprattutto su settimana, osservano però un giorno di chiusura. E allora potrebbe succedere quello che è capitato a noi: ovvero di non trovare nessuno all’arrivo alla struttura, e di dover fare un “self-check in”, a volte annunciato, a volte molto “avventuroso”; e anche di non poter usufruire, il mattino dopo, del servizio di colazione.

L’enogastronomia

L’esperienza enogastronomica in Trentino Alto Adige è sempre un piacere: speck, canederli, strudel, bevanda ai fiori di sambuco (io la adoro!), vini come il Gewurztraminer, formaggi e yogurt spettacolari hanno ancora una volta accompagnato i miei viaggi, senza tradire le mie aspettative.

L’Austria…non mi ha colpita dal punto di vista enogastronomico. Mi spiace riconoscerlo, probabilmente per una volta non sono stata in grado di scovare ed apprezzare lungo il viaggio i racconti che derivano dai piatti tipici del territorio. Devo riconoscere che la carne era cucinata bene, anche se talvolta è risultata un pochino “sopra le righe” per il mio palato (un piatto di fegato dal gusto veramente “potente” quello proposto vicino ad Innsbruck), ma nulla che mi abbia colpito così tanto da dire “wow”, o da rimanere nel mio immaginario gastronomico in associazione ala terra austriaca. Una riprova di questa parziale delusione è stato forse il desiderio di cenare in locali di cucina etnica (il ristorante indiano a Salisburgo o quello greco a Villach), anzichè austriaca.

La cucina friulana è stata invece…un colpo di fulmine: semplice negli ingredienti, in modo forse quasi imbarazzante (cosa c’è di più semplice di polenta e frico?), ma deliziosa; senza fronzoli, ma che mantiene tutte le promesse, fino in fondo. Prima o poi tornerò a Udine, solamente per sedermi in una delle sue numerose osterie tipiche, a lasciarmi incantare dalle mille promesse dei piatti che avrò davanti, e dalle mille storie degli osti e degli avventori che avrò il piacere di incontrare.