Diari di viaggio

Lanzarote 2020

Day 5 Puerto del Carmen – Tahíche – Arrieta – Haría – Teguise – Masdache – Conil – La Asomada – Macher – Puerto del Carmen 84 km

Buenas dia dia diaaa! Ormai, ci stiamo abituando alla lingua spagnola, al sole che ci saluta ogni mattino, alla temperatura primaverile sempre costante, alla brezza che ci accarezza il viso e ci dà il buongiorno… cominciamo a capire perchè molti italiani si siano trasferiti a vivere alle Canarie.

Oggi, dopo i km dei giorni precedenti, ci sentiamo in forma e in grado di affrontare un chilometraggio ed un dislivello più elevati. Partiamo quindi in direzione del nord dell’isola, scegliendo la strada più diretta, ovvero quella che da Tías arriva a Tahiche, per poi dirigersi verso Arrieta. Per il primo tratto, condividiamo la strada con le auto, come tutti gli altri giorni, ma da Tahiche ad Arrieta, per un bel tratto, la strada riservata al traffico veicolare assume l’aspetto di una superstrada, ed è vietata la circolazione alle biciclette. Questo perché, come anche riscontrato il primo giorno nella tratta da Yaiza a Playa Blanca, è stata costruita una “strada di servizio” proprio a fianco della superstrada, in cui è stato applicato il limite dei 30 km orari per i veicoli a motore, di fatto frequentata esclusivamente da ciclisti e podisti. È un bell’andare, in continuo saliscendi, sicuramente un buon banco di allenamento per chi cerca di migliorare le proprie prestazioni, ma anche per noi cicloturisti, che ci divertiamo a provare a spingere un po’ la nostra bici (salvo poi trovarci con la lingua un po’ a penzoli, e le gambe che richiedono ritmi un po’ più blandi)…

Alla rotonda, una delle opere rotanti di Manrique
A destra, la superstrada…a sinistra, la strada di servizio, tutta per noi

Terminato questo tratto, percorriamo qualche chilometro con il traffico un po’ movimentato diretto ad Orzola; dopo Arrieta, fatta una piccola sosta ristoratrice e incontrata un’ennesima rotonda “ai quattro venti” targata Manrique, giriamo a sinistra e ci inerpichiamo verso Harìa. Non seguiamo la strada che porta a Tabayesco, che risulta essere interrotta, ma prendiamo quella successiva. La salita non è certo paragonabile ad una ascesa alpina, ma è composta da lunghi rettilinei, che non danno molto tregua e che personalmente patisco di più rispetto ai tornanti.
Harìa…è una sorpresa! Rispetto a quanto abbiamo visto finora, sembra un’oasi, adagiata in mezzo alle montagne, con le palme, l’erba verde ( …l’abbiamo vista solo qui, l’erba).

Harìa…è una sorpresa! Rispetto a quanto abbiamo visto finora, sembra un’oasi, adagiata in mezzo alle montagne, con le palme, l’erba verde ( …l’abbiamo vista solo qui, l’erba).

Un’altra opera di Manrique, che si muove ai quattro venti al centro della rotonda
Haría!
Perché Natale è Natale… anche a Lanzarote!

L’idea iniziale era di proseguire verso il Mirador del Rio, ma poi l’ora e i chilometri già percorsi ci hanno fatto cambiare idea. Da Haría, il ritorno doveva essere tutto in discesa fino a Teguise…tutto in discesa? Pia illusione! Da Haría, ci aspetta una ulteriore ascesa, questa volta percorrendo tornanti scavati nella roccia, per poi finalmente scollinare ed iniziare la discesa verso l’entroterra …lassù, in alto, ci attende il freddo, un vento implacabile, ma anche una vista che, spaziando per molta parte della costa nord-est di Lanzarote, ci lascia senza fiato… poi, a rotta di collo, in men che si dica, ritorniamo a vedere il forte di Santa Barbara e Teguise, dove, in una delle piazze della città, ci mettiamo a fare i turisti come si deve e ci prendiamo un the caldo ben zuccherato per ritemprarci delle fatiche e delle temperature non proprio piacevoli… Alterniamo tratti pedalati e tratti in discesa, ritroviamo il profilo dei vulcani a cui ormai ci siamo abituati, e ritorniamo a Puerto del Carmen. Per l’ennesima volta, quest’isola ci ha sorpreso con un suo nuovo volto…

Lungo la dura ascesa verso Teguise…sullo sfondo, Haria

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