Lanzarote 2020
Day 4 – Puerto del Carmen – Masdache – Mozaga – Caleta de Famara – Tiagua -Mancha Blanca – La Asomada – Macher – Puerto del Carmen 65 km 800 m di dislivello
Al quarto giorno, cominciamo a pedalare lungo tratti di strada già percorsi: inevitabile, in un tour a margherita, su un’isola, quando cerchi di evitare in tutti i modi il traffico congestionato attorno all’aeroporto e alla capitale Arrecife, che abbiamo sperimentato in bus al nostro arrivo.
La direzione è nuovamente quella verso Teguise, ma, appena prima degli ultimi chilometri di salita per raggiungere la città, svoltiamo a sinistra, in direzione della costa nord ovest dell’isola, verso la caleta di Famara. Il paesaggio, l’atmosfera cambiano nuovamente, come ormai quest’isola ci ha abituato a fare, ogni giorno. La strada in leggera discesa verso Famara si apre su un paesaggio fatto di altissime scogliere a strapiombo sul mare, di onde spumeggianti che si infrangono su una spiaggia di dune e di sabbia bianca finissima, di isolette adagiate all’orizzonte su un mare dal color turchese che non abbiamo visto finora in altre parti di Lanzarote.



Più ci avviciniamo, più ci immergiamo in quello che sembra essere un altro film, in un’altra epoca: l’epoca dei Beach Boys. Perchè questo è il regno dei surfisti, dove se non hai la muta sei guardato in modo strano, dove lungo la via principale vi sono più scuole di surf che bar o ristoranti. Anche l’atmosfera lungo la spiaggia sembra essere quella degli anni 60, molto hippie, molto rilassata. Ci fermiamo un po’ lungo la spiaggia, facciamo assaporare alle ruote delle nostre bici un po’ di acqua salmastra del bagnasciuga, ci divertiamo a guardare i surfisti più o meno bravi che si cimentano con la forza del mare. L’abitato di Famara, a parte le pittoresche scuole di surf, ci sembra si sia fermato nel tempo… non credo che ci piacerebbe soggiornare qui, anche se in molti su internet (forse sono tutti surfisti?) affermano che questa è la parte migliore dell’isola dove soggiornare.




Per il ritorno, percorriamo la strada che da Famara porta a Tiagua, incontriamo una costruzione antica, tipica in un’isola così ventosa, ovvero un mulino a vento, e ci dirigiamo, in senso opposto a quello già percorso, verso Mancha Blanca. Nonostante la giornata sia più soleggiata e più calda di quella di ieri, ci prendiamo nuovamente tanto freddo… ormai, per noi questa zona di Lanzarote si è guadagnata il titolo di più fredda in assoluto, cosa che ci aiuta a pedalare con più lena del solito. I vulcani dopo Mancha Blanca ci attendono sempre lì, sempre imponenti. L’impressione della costa nord? Sicuramente meno turistica, meno vivace, più selvaggia. Non l’abbiamo certamente vista tutta ma, tra le scogliere da una parte e i vulcani dall’altra, non è sicuramente estesa (ed accessibile) come quella del sud dell’isola.

