Nuove destinazioni

E se dovessi fare le mie vacanze in Piemonte?

Sono passati due mesi e mezzo dal mio post “In viaggio ai tempi del coronavirus”, e allora non mi ero affatto immaginata che, a distanza di così tanto tempo, mi sarei ancora trovata confinata nella mia regione, senza avere certezza, a metà maggio, su quale potrà essere il perimetro consentito ai miei movimenti durante i mesi estivi.

Pur tra le mille incertezze che caratterizzano oggi il mondo del turismo, ho tuttavia voglia di iniziare ad immaginare, studiare, pianificare un nuovo viaggio itinerante in bici. E allora ho provato a rispondere a questa domanda: ma se domani mi dicessero che riaprono le strutture recettive e che posso spostarmi per andare in vacanza, ma solo all’interno della mia regione, dove andrei?

Ritenevo fosse una risposta difficile: io che non manco occasione per curiosare in giro su due ruote, io che nei weekend carico le bici in auto e vado fuori porta a sentire il vento tra i capelli e a scoprire itinerari mai percorsi, cosa potrò trovare di così nuovo nel Piemonte? Come vivere a pochi chilometri da casa la magnifica esperienza di pedalate itineranti di giorni e giorni, affascinandosi per un itinerario di scoperta, il mondo in due sacche e via?

Con mia sorpresa, però, la risposta è arrivata forte, e, per me, convincente, ascoltando uno dei “Dialoghi sul Turismo Enogastronomico” di Roberta Garibaldi e leggendo l’articolo tratto da Bereilvino “L’enoturismo è il turismo della ‘ripartenza’”.

I luoghi del Piemonte? ne ho già visti tanti. Le sue strade? tante di esse hanno già conosciuto le ruote della mia bici. Ma ho già provato tutte le esperienze offerte dalla mia regione? Quali normalmente non riesco a concedermi durante le gite di un giorno?

La risposta è semplice: per quanto io solitamente pedali attorniata da vigneti, non entro MAI in una delle mille cantine che incontro lungo la strada: vuoi perché dopo un’esperienza enogastronomica rimontare in sella è difficile, vuoi perché in estate fa caldo e sorseggiare vino alle due del pomeriggio non mi sembra una buona idea, e infine perché una degustazione richiede tempo, e se hai la necessità di dover tornare a casa in giornata, non inizi un’esperienza, che poi hai il timore di non riuscire a goderti per la fretta.

Invece, se dormissi nelle foresterie o negli agriturismi delle cantine (o nei loro pressi…), ospite di chi il vino lo produce da una vita, e alla sera mi coccolassi (senza esagerare, ovviamente!) con degustazioni di vini diversi ad ogni giornata, avrei l’occasione di pedalare in territori bellissimi di giorno, e la sera di farmi raccontare il Piemonte da chi lo vive, fortemente radicato al proprio territorio. E se le degustazioni e le cene fossero all’aperto, sarebbe un’ottima soluzione: a numerose serate romantiche con mio marito, abbinerei il distanziamento sociale, più semplice da attuare in aperta campagna.

Partendo da casa mia con la mia fedele bicicletta (vivo nell’Astigiano), durante il mio BiciGiro per le cantine del Piemonte assaggerei il Brachetto, il Gavi, il Ruchè, il Bramaterra, l’Erbaluce, il Cari, l’Arneis, il Quagliano, il Barolo, il Barbaresco, e, per finire, la Barbera e il Grignolino.

Sarebbe un itinerario di 11-12 giorni ad anello, proprio come piace a me, non dovrei utilizzare altri mezzi di trasporto se non la mia bici, e sarei sempre a un massimo di 120-130 chilometri da casa: se questo non è il viaggio perfetto ai tempi del Coronavirus, ci manca poco.