Organizzare un viaggio ai tempi del coronavirus
Ormai da anni, il mese di febbraio è da me dedicato all’organizzazione delle vacanze estive: mi piace partire per tempo, iniziando a valutare le diverse destinazioni, studiando gli itinerari possibili da percorrere in bici, prenotando poi i pernottamenti, i trasporti, e tutto quanto serve alla buona riuscita finale della mia esperienza.
Insomma: non amo improvvisare, e per me il viaggio non inizia quando salgo sulla bici, ma quando nella mia mente comincio a progettarlo e a pregustarmi le mille esperienze che esso potrà offrirmi.
Quest’anno, sono però andata lunga con i tempi: forse perché ero fresca reduce del viaggio a Lanzarote, o perché non riuscivo a decidermi sulla destinazione, a fine febbraio mi sono ritrovata a non aver stabilito praticamente nulla, se non molto vagamente.

E poi, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato l’elemento imprevisto, quello che scompiglia abitudini consolidate e rassicuranti : il coronavirus.
Coronavirus che, beninteso, sta creando emergenze sanitarie, sociali ed economiche, ben più importanti del mio desiderio di andare in vacanza. Ma, proprio perché, fra le emergenze causate dalla diffusione del contagio, vengono citate dai media sia la probabile flessione, nei prossimi mesi, dei flussi turistici verso l’Italia, sia l’aumento del numero di Paesi stranieri che, in qualche modo, stanno limitando o impedendo l’accesso agli italiani, per timore del contagio, ecco che il comportamento dei singoli riguardo ai viaggi, agli spostamenti, anche in un orizzonte temporale lungo (di ieri la notizia che vi sono cancellazioni di prenotazioni di hotel e servizi in Italia anche per il mese di settembre prossimo) risulta non essere più del tutto irrilevante.
Ma allora: faccio bene a pensare ora, in questo contesto, alle vacanze di agosto? Dove andrò, o meglio, dove (e se) riuscirò ad andare? Questa incertezza influirà sulle mie abitudini di viaggio?
Le stesse domande che mi sto ponendo, potrebbero nascere in qualsiasi viaggiatore: in chi ha già prenotato, in chi come me lo deve ancora fare, e anche in chi proprio non ci aveva ancora pensato. Nel caso di un viaggio in bici itinerante con le sacche, però, la questione diventa un pochino più complicata, perché le tappe non possono essere eccessivamente lunghe, né i luoghi di pernottamento troppo impervi o isolati da raggiungere.
Mentre sto scrivendo, ci sono molte incertezze: riguardo alle limitazioni in ingresso degli italiani negli altri Paesi (blocchi totali, o introduzione di periodi di quarantena, dovuti a decisioni dei governi stranieri); riguardo alla diminuzione dei servizi offerti dagli operatori economici dei trasporti, che vedono la contrazione della richiesta di servizi verso l’Italia, e ne temono le conseguenze; riguardo all’immediato futuro del comparto turistico italiano.
Certamente non posso sapere quello che succederà nei prossimi mesi, a me o al contesto italiano; tuttavia, se voglio provare a pensare alle mie vacanze, anche nell’ottica di recuperare una parvenza di ottimismo e normalità, posso cercare di ragionare su tutti quegli aspetti su cui ritengo, ad oggi, di riuscire ad avere un minimo di controllo.

La prima riflessione riguarda la meta: forse, a differenza di quello che avevo inizialmente preventivato, mi converrebbe pensare per l’estate 2020 a un viaggio in bicicletta proprio in Italia, per evitare problemi di spostamenti al di fuori di essa.
Analizzando la cartina delle ciclovie nazionali del Bel Paese, (o meglio, di quelle in parte già realizzate, e delle molte ancora sulla carta) reperibile al seguente link http://www.bicitalia.org/it/bicitalia/la-rete-ciclabile-nazionale-bicitalia, non è che ci sia poca scelta, o che siano evidenziate solo percorsi già meta dei miei viaggi in passato: molti possono essere gli spunti per ideare esperienze di viaggio gratificanti… E comunque, ho già avuto modo di sperimentare che luoghi e strade già conosciuti, visti su due ruote, possono rivelare aspetti sorprendentemente nuovi e inaspettati.
Mi ispirano molto le Marche e l’Abruzzo, oppure la Puglia, o ancora la Sardegna, o la Sicilia. Le difficoltà che vedo sono legate al caldo del mese di agosto, o alle presenze che potrebbero essere in quel mese (e mi auguro che lo saranno) comunque molto numerose, rendendo complicati gli spostamenti su due ruote.
L’ alternativa potrebbe essere quella di aspettare ancora qualche mese prima di procedere con la programmazione del viaggio, per vedere cosa succederà nel frattempo, soprattutto in Europa: in questo modo, però, corro il rischio di non riuscire a prenotare gli hotel, di dover improvvisare, cosa, che, come ho già detto, non mi piace molto fare… e anche l’effettuare comunque le prenotazioni, utilizzando la possibilità di cancellare gratuitamente senza penali offerta da molti portali, mi sembra, in questa fase di incertezza così elevata, non molto corretto e responsabile nei confronti degli operatori economici del turismo.
Oppure ancora, potrei osare e cambiare totalmente il mio modo di viaggiare: portandomi dietro sacco a pelo e tenda, potrei avere più gradi di libertà, ma meno certezze, meno comfort, e più peso sul portapacchi.
Quest’anno, a causa di quanto sta accadendo, l’organizzazione delle mie vacanze estive potrebbe presentare risvolti inaspettati, ed essere l’occasione per esplorare mete non ancora prese in considerazione prima, e modalità di viaggio mai sperimentate. Saprò cogliere la sfida?