Francia 2018 – Informazioni Pratiche
Il viaggio
Dopo due esperienze di viaggi in bici di più giorni “in linea”, il 2018 è stato l’anno della svolta: pur se era andato sempre tutto bene, i logoranti viaggi in treno da Santiago a Pamplona (viaggio quasi sempre in piedi suull’IC, per non lasciare incustodite le bici) e da Roma ad Asti (AV con treno Italo, su cui abbiamo rischiato di non salire perché, con un voltagabbana dell’ultimo minuto, in fase di prenotazione ci avevano detto che comprando un biglietto di categoria superiore avremmo potuto viaggiare con le nostre due ruote non smontate, mentre il capotreno non ne voleva proprio sapere di caricarci) mi avevano fatto desiderare un’altra conclusione per i nostri viaggi.
Ed è stato per questo che, invece di focalizzarmi su un percorso in linea con una meta finale, dal 2018 in poi ho iniziato a ideare viaggi lunghi, di 10-15 gg di pedalata, compiendo un tour ad anello. Sembra facile da dire, ma, se si vuole fare un “bel” giro, non è facilissimo da realizzare, per una serie di motivi, legati alle caratteristiche e ai collegamenti dei territori da attraversare. Ho imparato, da questo primo “esperimento”, che un buon punto di partenza per costruire un lungo itinerario ad anello può essere quello di utilizzare una lunga ciclovia già esistente.
La Veloscénie ( di cui racconterò meglio in seguito) è stata un’ottima scelta; una volta a Le Mont-Saint-Michel, però, ho dovuto capire come proseguire: non avendo mai visitato né la Normandia né la Bretagna, potevo scegliere se proseguire verso ovest lungo la costa bretone o andare a nord. Di fatto, dopo i 450 Km di Véloscénie, la prosecuzione verso la Bretagna avrebbe allungato troppo, in termine di chilometri, il giro, pertanto la scelta di tornare indietro, una volta arrivata a le Mont- Saint-Michel, era quella più ragionevole e naturale.

Ho studiato molto la questione del ritorno, mi si aprivano diverse possibilità… Stabilito di percorrere, come tratto finale del nostro viaggio, la via della Senna da Le Havre a Parigi (anche percorrere le sponde di un fiume si rivela – quasi sempre – un’ottima idea per chi pianifica un lungo tour in bici), la prima ipotesi era quella di percorrere tutta la costa della penisola del Contentin, le spiagge dello sbarco, per poi arrivare alla foce del più grande fiume di Francia. La seconda opzione era invece quella di ripercorrere un tratto di Véloscénie da Le Mont a Domfront, pedalare lungo la Vélo Francette fino a Caen e Ouistreham e poi proseguire fino a Le Havre (saltando però le spiagge dello Sbarco, a cui tenevo particolarmente, a meno di un’andata e ritorno lungo lo stesso percorso costiero). E poi… ho scoperto le isole del Canale: Jersey, Guernsey, Alderney, Sark, Herm, Jethou, Brecqhou e Lihou… Isole incastonate nel blu del mare tra Francia e Gran Bretagna, ideali per una sosta fuori dal mondo e per spezzare il tran tran del cambio quotidiano della località di pernottamento: non potevo lasciarmele scappare! Presa questa decisione, l’opzione della Vélo Francette è ovviamente stata scartata, mentre ho ridimensionato, per evitare di aumentare troppo il numero dei giorni di pedalata, l’idea di percorrere la costa della penisola del Contentin: la tappa Granville-Bayeux è stata il frutto di questo compromesso.
In seguito, le spiagge dello Sbarco, la Senna, Giverny e infine Parigi.
Il percorso
Riporto di seguito l’intera mappa del percorso e l’altimetria del mio giro. Questa vista complessiva non è precisissima, in quanto la ricostruzione del percorso è stata fatta successivamente: rimando alla narrazione delle singole tappe per una migliore definizione della strada pedalata.
Non ho ricompreso nel tracciato la deviazione sull’isola di Jersey, ben documentata nel racconto dei due giorni in mezzo alla Manica.


Ecco le tappe di questo fantastico giro:
- Day 1 Puteaux-Rambouillet 68 km
- Day 2 Rambouillet-Chartres 58 km
- Day 3 Chartres- Nogent Le Retrou 70 km
- Day 4 Nogent Le Retrou – Alençon 81 km
- Day 5 Alençon – Domfront 74 km
- Day 6 Domfront – Ducey 62 km
- Day 7 Ducey – Le Mont-Saint-Michel – Granville (lungo la costa del Contentin) 78 km
- Day 8 – In viaggio verso l’isola di Jersey (circa 15 km in bici)
- Day 9 – Tour dell’Isola di Jersey 60 km
- Day 10 Jersey – Granville (in traghetto, ovviamente!) – ma prima ancora una trentina di km in giro per l’isola
- Day 11 Granville-Bayeux 91 km
- Day 12 Bayeux – Merville Franceville Plage circa 60 km
- Day 13 Merville Franceville Plage – Vieux Port 79 km
- Day 14 Vieux-Port – Rouen km 59
- Day 15 Rouen-Giverny 68 km
- Day 16 Giverny – Puteaux (periferia ovest di Parigi, punto di partenza e di arrivo della nostra avventura) 76 km
Il percorso non ha presentato asperità di rilievo dal punto di vista altimetrico, a parte i saliscendi nella regione du Perché, quelli lungo la costa tra le spiagge dello Sbarco e Le Havre e quelli attorno alla Senna (i più inaspettati di tutti).
Rimando al diario di viaggio per il racconto di ciascuna giornata di pedalata.
Le Ciclovie
La Véloscénie (link) mi ha affascinato fin dalla prima volta in cui ne ho sentito parlare: da Parigi a Le Mont-Saint-Michel, un’inizio e una fine del percorso così evocativi non me li sarei fatti scappare per nulla al mondo! Devo dire che questo percorso è andato oltre ogni aspettativa: a parte il primo tratto in uscita da Parigi, il resto del percorso è stato per quasi la totalità in mezzo al verde, spesso su strade bianche dal fondo molto buono e piacevolissime da percorrere. Questi tratti di ciclabile in sede propria (per esempio quello da Domfront a Ducey) sono assolutamente adatti anche alle famiglie, in quanto presentano scarsissimi incroci con le strade percorse dai veicoli a motore, e hanno una sede molto larga e molto ben tenuta. È stato uno dei percorsi su ciclovia più belli che io abbia mai percorso, i tanti tratti su sterrato ben battuto sono stati per noi divertimento allo stato puro!

Il percorso ciclabile lungo la Senna, dall’estuario del fiume a Parigi, è stata un’esperienza con alcuni punti di interesse meravigliosi (Vieux-Port e le Parc naturel régional des Boucles de la Seine Normande, Rouen, Giverny), ma anche con diversi tratti di pedalata in aree anonime, e, in un paio di casi, anche poco desiderabili. In parte, credo che questi ultimi giorni di viaggio siano stati talvolta meno piacevoli a causa della mia scelta di voler arrivare alla capitale francese in poco tempo, dopo tanti giorni di viaggio, tagliando la maggior parte delle anse del fiume, e alla scarsità di informazioni ritrovate sul sito de “La Seine à Vélo” in fase di organizzazione di viaggio, e di indicazioni (frecce e cartellonistica esplicativa) lungo il percorso. Con il senno di poi, e avendo avuto modo di esaminare il nuovo sito del percorso ciclabile lungo la Senna (link), molto più ricco di informazioni rispetto alla versione del 2018, avrei allungato il viaggio di almeno un giorno e avrei vagabondato lungo il sinuoso percorso di questo fiume, seguendo le indicazioni del sito, per scoprire cos’altro di speciale avrebbero potuto riservarmi le sue sponde. D’altronde, anche se forse la periferia nord di Parigi non si sarebbe comunque rivelata tanto piacevole quanto quella sud ovest percorsa in uscita dalla metropoli il primo giorno, i siti recanti informazioni sulle lunghe ciclabili riportano normalmente le alternative, se esistenti, ai tratti più pericolosi e meno piacevoli da percorrere in bici, e quindi sono delle ottime fonti di consigli, quando si tratta di entrare o uscire da grandi agglomerati urbani.

Avremmo dovuto percorrere anche alcuni tratti di EuroVelo, in particolare il percorso 1 e 4, lungo le coste della Normandia…uso il condizionale, poiché, a parte un breve tratto dalle parti di Arromanche, non abbiamo trovato indicazioni da seguire in tal senso. Sapevo che gli itinerari EuroVelo sono in fase di definizione, speravo però, nel caso di tratti già segnalati, di trovarmi di fronte alla tracciatura di qualche chilometro consecutivo in più rispetto a quanto riscontrato, ma forse non siamo solo riusciti a seguire le indicazioni…
I pernottamenti
Lungo tutto il viaggio, avvenuto ad agosto, è stato piuttosto semplice trovare alloggio nelle città più grandi, mentre nei luoghi più rurali e lungo la costa nord della Normandia ho dovuto utilizzare più piattaforme di ricerca per riuscire a trovare camere o appartamenti per la notte. Nonostante la ricerca a volte laboriosa, sono stata molto soddisfatta dei risultati: in questa parte di Francia, siamo riusciti a dormire in luoghi deliziosi, caratteristici, molto tipici, e spesso con molta storia alle spalle. Ho volutamente dedicato un intero paragrafo del diario di viaggio a tutti gli hotel, i B&B, le maisons d’hôtes, i cottage e gli appartamenti dove abbiamo soggiornato, e alle persone che ci hanno ospitato: è l’unione di case speciali e di ospiti altrettanto speciali, che rendono uniche le esperienze di chi viaggia in bicicletta. Occorre ricordare, come tutte le volte che ci si trova a viaggiare In agosto, che spesso ci si trova di fronte o a luoghi molto affollati (Chartres, le spiagge dello sbarco, Rouen), dove è più complicato pedalare e trovare alloggio, o in luoghi disabitati per l’esodo estivo, dove avviene l’opposto e dove anche la cena può essere un problema…
L’enogastronomia
Beh, che dire della Francia dal punto di vista enogastronomico: la sua fama la precede ampiamente, e anche le nostre esperienze sono state all’altezza della sua tradizione culinaria. Le galettes (o crêpes) bretonnes (con la pastella a base di grano saraceno), o i taglieri di squisiti formaggi e salumi di Normandia, il sidro di Bayeux o gli squisiti pasticcini al burro di alcune colazioni luculliane, sono state esperienze memorabili per i nostri palati.
Questo viaggio in terra francese ci ha però ricordato due aspetti ugualmente importanti.Il primo, riguarda le contaminazioni che la cultura francese, e di conseguenza la sua cucina, ha vissuto nel corso della sua storia: in Francia è possibile assaggiare piatti etnici veramente notevoli, con interessanti legami con le tradizioni locali.
Il secondo riguarda le opportunità che un cicloviaggiatore può avere di provare esperienze culinarie di eccellenza: a volte, soprattutto quando si pernotta nelle città, ci si imbatte in ristorantini di eccellente livello; a volte il vagabondaggio in zone rurali riserva scoperte inaspettate ma eccellenti…ma a volte, con la bicicletta alla sera non si può andare molto lontano, oppure si è molto stanchi, e di conseguenza, ci si deve accontentare, anche in un luogo come la Francia. C’est la vie!
