Ciclista, turista o…cicloturista?

IL TURISTA
“Un conto è fare qualche giretto in bici nel tempo libero… ma fare le proprie vacanze su due ruote? Giorni e giorni su un sellino, sempre a faticare in balia delle intemperie, dei guasti meccanici, dei crampi, delle salite”.
“A me piace visitare i luoghi, sono curioso, amo il contatto con la gente del posto e mangiare bene… riuscirò in bici a godermi tutto questo?”.
IL CICLISTA
“Se devo fare 800 km per arrivare da A a B, e di media faccio 100 km al giorno, ho bisogno di 8 giorni di ferie per andare da A a B”.
“Il portapacchi e le sacche sulla mia bici da corsa? Mai!”.
… E IL CICLOTURISTA?
Il cicloturista è… un po’ ciclista, un po’ turista, e molto altro di più!
Certo, l’essenziale è che piaccia almeno un poco andare in bici, e almeno un poco viaggiare, altrimenti è meglio indirizzarsi verso altre attività… Io sono stata prima di tutto una turista, ma da sempre amante delle due ruote; conosco comunque anche cicloturisti che invece sono “nati” come ciclisti, ovvero privilegiando il gesto atletico.
Il viaggio in bici è un muoversi lento, assaporando colori, suoni, odori, il vento che accarezza la faccia (e che non fa sentire il caldo finchè ti muovi), il sole che ti bacia o la pioggia che ti scivola lungo la pelle (e che però, se troppa, ti gela le ossa).
È fatica, ma ripagata con gli interessi; è corpo dolente, ma attivo e in forma come non mai.
Non visiti luoghi viaggiando in bici, ma ti immergi nel mondo tutto intero, perchè vivi le città meravigliose e la natura affascinante, ma anche le periferie squallide e le campagne piatte e sempre uguali…e impari ad osservare e a prendere tutto ciò che ti si presenta davanti, senza le scappatoie che gli altri mezzi di trasporto, più veloci e distaccati dal mondo, consentono.
Per godersi appieno tutto questo, il turista che si avvicina al cicloturismo deve mettere in conto la dimensione fisica dell’andare in bici, l’inevitabile fatica, la necessità di allenare il corpo ad affrontare il viaggio (soprattutto se impegnativo). In questo modo, il viaggio inizia mesi prima, lo si pregusta già alle prime uscite di allenamento, e diventa maggiormente possibile nel corpo che via via impara a faticare.
Il ciclista invece dovrà risvegliare la propria curiosità, prestando attenzione non solo alla performance sportiva, ma anche alla scoperta di persone, luoghi, arte, cultura.
Il cicloturismo riesce a mettere insieme corpo e mente, riunendoli in un equilibrio che trovo bellissimo, e affascinante, e appagante… Provare per credere!